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Articoli-News Quale disabilità

Quale disabilità

QUALE DISABILITA’ ???

Tetraparesi spastica-distonica, iper-attività, dislessia, autismo … e chi più ne ha, più ne metta… Diagnosi che sopraggiungono come una condanna, un tunnel cieco dal quale è impossibile uscire…. Diagnosi vissute dalla famiglia come una vergogna, un qualcosa da eliminare e da nascondere… ancora oggi… Ma è poi così tanto difficile o impossibiledisabilità convivere in una situazione di disabilità? Indubbiamente il percorso è in salita e lo è ancora di più se non ci si aiuta o non si chiede l’aiuto necessario…. Allora, che fare? Occorre partire innanzitutto da una semplice considerazione: le persone con disabilità sono persone come tante altre, hanno solo bisogno che gli ambienti vengano organizzati anche a loro misura.

Sebbene con le loro difficoltà, sono persone che pensano, sognano, si arrabbiano, piangono, amano, provano gelosia, invidia, pietà, altruismo, amicizia, hanno bisogni sessuali ed affettivi proprio come tutti noi…. E dunque, perché li consideriamo diversi? Quale diversità o disabilità se non quella che ognuno di noi ha come immagine mentale? Non siamo forse tutti diversi? Nessun individuo è uguale ad un altro: è l’unicità di ciascun individuo che ci rende così speciali e irripetibili. Nemmeno con la clonazione è stato possibile rendere due individui perfettamente identici (si pensi ad esempio alle malformazioni riscontrate nei cloni a causa dell’invecchiamento del DNA del soggetto donatore….) e allora perché ci meravigliamo quando siamo a contatto con una persona con disabilità? Il concetto di diversità applicabile alla disabilità è solo un limite della nostra cultura, della disinformazione in cui la nostra società versa, della non giusta valorizzazione dell’individuo…

Troppe, troppe volte lasciandosi ingannare dall’apparenza si è portati a giudicare in fretta e a considerare la persona con una disabilità, una persona che ha comunque un deficit intellettivo. Troppe, troppe volte è la famiglia stessa che, piagnucolandosi addosso, desiste nell’offrire reali opportunità per una migliore qualità di vita. Ma alla fine, il non affrontare la situazione, il sentimento di pietismo, il nascondere questi figli di nessuno, l’accontentarsi dei servizi esistenti non portano se non ad un peggioramento della situazione…. Con quale diritto una famiglia o un estraneo (medico, tutore, riabilitatore, politico….) decide la vita, il recupero o il non recupero, l’intelligenza o la non intelligenza di un individuo con disabilità?

Spesso, troppo spesso ci si dimentica che dietro un nome o una patologia c’è una persona, una persona con una dignità da rispettare e ancor di più una persona con una volontà propria, ignorata.

E’ necessario promuovere ed accrescere una nuova coscienza sociale sulla disabilità, attraverso l’informazione, il contatto, la conoscenza, la solidarietà e il senso di civiltà nei confronti delle persone con disabilità. Una cultura che non sia più una forma di pietismo o di assistenzialismo, bensì una cultura che garantisca una piena appartenenza ad una società civile, ben organizzata e strutturata in grado di garantire pari opportunità per tutti.

E’ necessario fare tutto questo non solo per dovere morale e civile ma anche perché siamo sotto questo cielo … e … se un giorno… per caso anche noi dovessimo confrontarci con la dura realtà?…. Se dovesse sopraggiungere proprio a noi una malattia o un incidente? Chi ci aiuterà se oggi, in salute, abbiamo voltato le spalle pensando solo e semplicemente a noi stessi?

Cinzia Di Sebastiano
Presidente
AIAS Sezione di Lanciano Onlus